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Rubrica
dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr.
127-129
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A volte ho parlato e scritto dell'amicizia, ma, alcuni giorni fa, ho ascoltato un proverbio che non conoscevo e la tentazione di tornare su questo argomento è stata forte e allora eccolo qui:
I fäsi amixi son comme l'ombra ch'a sparisce quando a luxe a va via
La traduzione letterale è facilissima e altrettanto comprensibile è il significato metaforico cioè: non sono veri amici quelli che ti abbandonano quanto la tua strada è in declino. Concetto questo ribadito dal seguente modi di dire:
I amixi se conoscian a-o beseugno
Vale a dire che gli amici si conoscono nel momento del bisogno. Però, come spesso capita, ad un proverbio ne corrisponde un altro di significato opposto come il seguente:
I paenti t'a fan in sci denti, i amixi in sci barbixi
Cioè: i parenti te la fanno sui denti, gli amici sui baffi. Come dire che non ci si può fidare di nessuno e che bisogna contare solo sulle proprie forse? Il mio inguardabile ottimismo mi spinge proprio a dire che non può essere così. Oppure:
Se ti veu che l'amicissia a se mantegne, unn-a sporta a vagghe e unn-a a vegne.
Come dire che un bel rapporto di amicizia non deve essere in una sola direzione, ma assolutamente reciproco.
L'è megio esse soli che ma' accompagnae?
Non credo che sia meglio esser soli in assoluto. Forse questo modo di dire vuole metterci in guardia da chi potrebbe accompagnarci .. male. E in conclusione, considerato che siamo in autunno, tempo di vendemmia, non può mancare la seguente citazione:
Amixi e vin devan esse vegi.
Vale a dire che solamente le amicizie vere, come il vino buono, possono invecchiare, cioè durare a lungo.
Ciao ciao da un'amica
Da Giovanna Camus Perrone - Cogoleto
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Nel passato d'ogni città fortificata troviamo cospirazione, guerre, assedi e bombardamenti. La storia di Genova è ricca di questi avvenimenti bellicosi perché, "grazie" allo sbocco verso mare, era una città ambita da molte potenze straniere: dagli inglesi agli spagnoli, dai francesi agli austriaci e, non ultimi, i piemontesi. Possedere il porto di Genova rappresentava il potere marittimo nel e sul Mediterraneo: infatti, i genovesi, abili mercanti, intrattenevano scambi commerciali con molti popoli che si affacciavano sul "Mare Nostrum". Questi continui attacchi alla libertà della Repubblica di Genova, portarono alla realizzazione di fortificazione e Mura difensive. La pubblicazione "Genova fortificata" di Stefano Finauri, vuol essere una guida all'interno delle strutture e della storia delle ottocentesche Fortificazioni genovesi. |
| Barzelletta
27 gennaio giornata della Memoria |
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