Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr. 109-110
Mameli, un ritorno a casa
Castiglione Chiavarese in festa per i 111 anni di nonna Linda
 Barzelletta
Mameli, un ritorno a casa
Genova città dell'Inno si candita per poter accogliere il suo patriota nel cimitero di Stagliano, accanto a Mazzini e Novaro

Roma. Rintracciarla non è facile. È al Gianicolo, sul colle che domina la Roma imperiale, in uno dei posti più belli del mondo.  Tutti sanno dirti dov'è  il monumento a Garibaldi, che è proprio a due passi dalla tomba di Mameli, oppure quello di Anita Garibaldi. È un mausoleo tipicamente d'era fascista. Tanto marmo pesante, pochissimo verde. Molte aquile littorie e tanti fasci di combattimento. Solo allora si ha la certezza di essere  arrivati al mausoleo che ospita le spoglie di Goffredo Mameli.

Una volta individuato il mausoleo non resta che tentare di arrivare alla tomba. Ma questa è  un'operazione relativamente facile:  basta individuare un casotto di legno, che da lontano può sembrare  uno sgabuzzino per attrezzi, e che in realtà rappresenta la casette del custode. Basta bussare ed esce una persona di squisita cultura e di grande disponibilità che spiega che quello, in  realtà, è un museo.

E lo stesso custode sembra sorpreso della curiosità di qualcuno. Sotto l monumento c'è l'ossario. Un luogo piuttosto lugubre, dove la luce arriva a fatica. Dove su lastre di marmo sono iscritti i nomi di tutti i patrioti  caduti per la difesa di Roma.  E dietro una gigantesca  colonna c'è una lastra di marmo più grande delle altre con la scritta "Goffredo Mameli" e, più sotto, scolpita in marmo bordeaux, un epitaffio. Non c'è altro.
 

Roma
Il Mausoleo Ossario del Gianicolo

"Sa - spiega il custode - molti non sanno che è sepolto qui. Tutti sono convinti che le sue ossa siano ancora al cimitero monumentale del Verano. Ed invece nel 1943 il regime fascista volle che il corpo fosse riportato qui, al Gianicolo".

Fu una cerimonia grandiosa, come tutte quelle dell'epoca.  La bara fu riesumata dalla tomba che la ospitava; fu avvolta in una bandiera tricolore, fu caricata su un fusto di cannone e trasferita, con tutti gli onori militati, sul Gianicolo. Proprio a duecento metri dal luogo dove il poeta venne ferito il 3 giugno del 1849.  Il luogo esatto non è segnalato da nulla: né una stele, nè un'iscrizione. Ma il solito direttore del museo garibaldino spiega il luogo: proprio a ridosso del muro di cinta di Villa Sciarra.

A distanza d'anni il mausoleo che custodisce le spoglie di Goffredo Mameli è ben tenuto, ristrutturato da un paio d'anni, lustrato e pulito da un bravo custode. Ma è come se non ci fosse: ritrovarlo è stata una vera caccia al tesoro. E se una cosa è difficile da trovare è come se non esistesse proprio.

Angelo Bocconetti - Il Secolo XIX
 
Castiglione Chiavarese in festa per i 111 anni di nonna Linda

Castiglione Chiavarese. Sino a otto anni sgambettava in mezzo alle crine dell'Ottocento costruendo barchette carta con i fogli di giornale de Il Secolo XIX che allora non aveva compiuto neanche trent'anni. La giovinezza fiorì nel secolo successivo e la vide spettatrice di un paio di guerre mondiali, dell'avvento del fascismo, della caduta della monarchia, della nascita della repubblica, della conquista della luna.

Adesso guarda serenamente scorrere nella sua casa di Castiglione Chiavarese il terzo secolo, con tutte le diavolerie che si porta appresso a che aumentano giorno dopo giorno.

Oggi Linda Zappettini compie 111 di vita, festeggiata da un nugolo di parenti che sempre la seguono con l'affetto di chi non smetterà mai di meravigliarsi per tanta longevità.

Nei giorni scorsi Linda, che vive con il figlio Albino e la nuora Andreina, non si è sentita tanto bene. Ma ha già superato la piccola crisi, è pronta per spegnere le candeline che saranno tre, una grande, una media, una piccola.

D'altro canto, nella sua lunghissima esistenza, Linda non è mai riuscita a stare ferma più di tanto. Sposatasi con Giovanni Chioino ebbe due figli, ma uno, Benito, lo ha perso.

Sino al traguardo del secolo di vita conduceva un negozio di generi alimentari, ma spesso e volentieri faceva anche la postina per sostituire il marito Giovanni. Nel tempo libero, si fa  dire, si dedicava al lavoro nei campi.

Oggi soffieranno con lei sulla torta anche i nipoti Claudio e Marina e i pronipoti Maurizio, Mattia, Alessandro, Micol e Mirko.

Pêr la cronaca Linda Zappettini non è la dona più longeva d'Italia. Ieri a Chiavenna (Sondrio) s'è spenta Orsola Perego, nata il 10 gennaio 1892. Ma a Lavagna, nella ridente frazione di Santa Giulia, vive Virginia Zolezzi Dighero che i 111 anni li ha compiuti il 24 dicembre.

A lei, quindi il record femminile, a Linda una lucida e bella medaglia d'argento.

G. Fer.
26.02.03 - Il Secolo XIX

Barzelletta

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