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Rubrica
dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr.
107-108
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Genova. Alla fine l'ha vinta il terzo incomodo. Spuntata a sorpresa dal parterre dei pretendenti, che comprendeva certamente Monte dei Paschi di Siena e Banca Lombarda, con qualche "rumor" su un interessamento in dirittura d'arrivo da parte di Banca Carige, il 16.12.02 la Banca Popolare di Lodi ha chiuso l'accordo con intesa per l'acquisizione del Banco di Chiavari. Il prezzo dell'operazione è di 405 milioni di euro in contanti per il pacchetto di controllo che è pari al 69,62%. La cessione della partecipazione, si legge in una nota congiunta, consente al gruppo guidato da Giovanni Bazoli e Corrado Passera, di conseguire una plusvalenza di circa 270 milioni di euro. Bipielle, a seguito dell'acquisizione, provvederà direttamente o tramite una società direttamente o tramite una società del gruppo al lancio di un'Opa obbligatoria sul restante 30,38% del capitale, come prescrive l'articolo 106 del Testo Unico della Finanza.
L'offerta dell'istituto lodigiano è stata preferita a quelle presentate da Mps e Banca Lombarda. LA vendita, decisa in tempi ristrettissimi e il cui perfezionamento è soggetto all'approvazione delle autorità competenti, consente a Intesa, che è assistita nell'operazione da Lazard, di portare avanti il piano industriale presentato a settembre dall'amministratore delegato Corrado Passera. Per altro verso, la plusvalenza generata di circa 270 milioni sarà contabilizzata già nel bilancio 2002 di Intesa.
Il Banco di Chiavari, ha chiuso i primi nove mesi dell'anno con una raccolta da clientela complessiva di 4848 milioni di euro (1340 di diretta e 3108 di indiretta), impieghi verso la clientela per 1434 milioni e un patrimonio netto di 211 milioni, incluso un risultato netto di periodo di 14 milioni.
La banca milanese, dopo la vendita, manterrà in Liguria 97 sportelli, pari a una quota di mercato dell'11%, considerando i dati al 30 giugno. Fondato nel 1870, Banco Chiavari ha 800 dipendenti e una rete commerciale di 78 sportelli, di cui 76 nelle province di Savona, Genova e La Spezia e due in quella di Alessandria.
Per quanto riguarda Bipielle, l'operazione se da un lato permette al gruppo di superare il tetto delle 800 filiali, distribuite su tutto il territorio nazionale con significative quote in Lombardia, Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia, dall'altro consente di portare avanti il progetto di crescita realizzato attraverso l'aggregazione di banche radicate sul territorio.
Con Banco Chiavari, la rete della banca guidata da Gianpiero Fioranti si estenderà in un'area considerata di interesse strategico, come appunto la dorsale ligure e tirrenica, senza alcuna sovrapposizione geografica. L'istituto, infatti, si integra con la rete del gruppo e in particolare con quella delle ex casse del Tirreno rilevate alla fine del 1999. Con questa acquisizione, che segue quella della Popolare del Trentino degli inizi del 200, le filiali della Bipielle in Liguria salgono a 80 e a 10 in Piemonte.
Al termine dell'operazione il gruppo lodigiano potrà contare su un margine libero di consolidamento superiore a un miliardo di euro.
Le prime voci sull'irruzione di Bipielle erano circolate ieri in Borsa, anche perché la vendita di una banca che fino a un mese fa era ritenuto incredibile, si spiega solo con la necessità di utilizzare entro il 31 dicembre le cospicue plusvalenze che derivano dalla vendita, a beneficio di un bilancio tutt'altro che brillante, come si prospetta il 2002 per Intesa. Il giorno prima il titolo del Banco di Chiavari si è ulteriormente apprezzato, a 6,776 euro (+1,30%).
Egle Pagano - Il Secolo XIX
2003 - ANNO DELL'ACQUA
L'ONU dedica ogni anno ad un aspetto fondamentale per la vita dell'uomo. Il 2002 era stato l'anno della montagna.
Il 2003, nel quale siamo entrati, sarà l'anno dell'acqua.
Che, accanto ad un buon bicchiere di vino, non si debba dimenticare di bere molta acqua - specie se non si è più giovanissimi - lo sappiamo tutti.
Che l'acqua - fiumi, mari, sorgenti - sia stata causa di non lievi guerre, lo sappiamo in molti.
Che sin dalla più antichità l'acqua (con la terra, il fuoco e l'aria) sia stata considerata tra gli elementi base della vita ci sono alcuni che lo sanno bene: ma quale importanza può rivestire per noi, qui ed ora, questo problema? Che interesse ci può essere a parlarne su di un piccolo foglio locale che investe una piccola zona?
Quando viene a mancare: a Ventimiglia lo abbiamo visto pochi mesi or sono quando alcune frazioni sono rimaste, per varie ragioni, senza rifornimento idrico: con le relative accuse al Sindaco - che a volte lo si prende un po' come la potente divinità che tutto può.
Ma Ventimiglia non è stato il solo caso, e neppure il più vistoso.
Troppa acqua: se poi piove un pochettino più del solito, allora fiumi e torrenti straripano: naturalmente è il Sindaco che non ha provveduto a costruire gli argini o che non ha fatto allargare le foci o pulire il corso del fiume.
Inquinata: non parliamo di quando l'acqua che parte limpida dalla sorgente ad un certo punto assume uno o più dei bei colori dell'arcobaleno, o nel migliore dei casi divenuta bruna. Qui non c'entra più il Sindaco, ma noi - o alcuni di noi - in presa diretta.
A questo punto penso che chi ha letto abbia capito quanto ciascuno d noi sia personalmente interessato a contribuire al buon uso dell'acqua non sporcandola, manco nel mare, non sprecandola, specie attraverso tubazioni rotte, non intasando le rive dei torrenti con immondizie o in qualsiasi altro modo e via dicendo.
Ed allora dovrebbe essere chiaro perché ne abbiamo parlato e quanto, ad inizio di anno, sia da apprezzare l'augurio che facciamo: che l'anno dedicato l'acqua sia quello nel quale possiamo imparare a usarla bene: buona acqua a tutti!.
(c.p.) - La Voce Intemelia
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